Spesso mi sento una voce fuori dal coro, la famosa nota stridente nella grande orchestra, un’eretica tra gli eretici che frequento in abbondante misura sia personalmente sia per mail.

Eretico. Sì, è un termine abbastanza deciso, ma che rende perfettamente l’idea di quanto sia caratterizzante l’impronta, in quelle persone cioè che non hanno voluto e non vogliono belare in un gregge a cui occulti persuasori indicano il cammino.

Eretico, eroico, “pervaso da eroici furori”, è colui che si è battuto per tutte quelle cause in cui i pastori del gregge hanno cercato di appiattire la realtà attraverso i media, le prese di posizione e… non ultimi i salotti bene, dove si sussurrano le verità da diffondere sui mortali!

Spesso si parla di progetto di cultura libera, laica e pluralista: tre aggettivi privi di significato l’uno senza l’altro.

1) Non si può interiorizzare una cultura pluralista se non si accoglie il laico nella sua libertà espressiva,

2) non si può essere profondamente laici senza accettare la libertà nella pluralità di ideali altrui,

3) non si è davvero liberi se non si conosce la pluralità del rapporto tra laico e sacerdotale, tra Stato e Chiesa, nonché il rapporto intimo tra Creatore e creatura, tra Stato e cittadino, tra Chiesa e fedele.

Molte sono le persone che hanno cercato nel passato di far emergere dal sostrato popolare queste condizioni di crescita intellettuale, di risvegliare dal profondo torpore chi è indifferente di fronte al susseguirsi di eventi mondiali sempre più incalzanti: importanza e riconoscimento vanno dati a chi riesce a mantenere le idee di fondo, le linee-guida, i criteri informatori del proprio credo in modo che abbiano coerenza, fedeltà assoluta agli intenti iniziali espressi con inequivocabile chiarezza.

Inoltre la coerenza di carattere etico-politico e morale, riferita essenzialmente ai propri valori deve essere la base di interventi con precisi richiami alla situazione reale, alle condizioni storiche del Paese.

Quindi nessuna utopia, uno spiccato senso della realtà, capacità di analisi, sintesi e riflessione critica: doti che tra i nostri politici (e non solo) vanno sempre più affievolendosi.

Quale può essere la formula magica per una lunga e intensa vita al di là del limite del tempo?

Ho creduto di intravedere questa formula nella legge che regola il gioco degli scacchi, splendida metafora delle vita, dove l’intelligenza e la conoscenza delle regole del gioco portano alla vittoria non il giocatore più intelligente o più creativo, ma quello che si è identificato maggiormente con lo Spirito del gioco.

Credere infatti che il mondo - come il gioco degli scacchi - sia retto dalla Fortuna bendata e che le azioni istintive possano essere sinonimo di libertà è davvero limitativo.

Esiste infatti una stretta relazione tra volontà e destino, illustrata in modo cristallino dalle mosse sulla scacchiera, dove le successioni tra una mossa e l’altra sono sempre comprensibili, senza esser limitate nelle loro varianti.

Ad ogni mossa il giocatore può scegliere tra più possibilità, ma con conseguenze ineluttabili: la necessità farà in modo che sempre di più le scelte siano delimitate dalle scelte precedenti, rendendo così il gioco risultato di leggi inappellabili e non frutto del caso.

Non si può quindi escludere la relazione tra libertà e conoscenza: tanto più il giocatore è ligio alle regole, cioè le conosce, vi si adatta e le sue decisioni coincidono con la natura stessa del gioco, tanto più è libero nelle azioni successive.

L’impulso cieco, irrazionale che potrebbe rappresentare libertà dagli schemi a dalle imposizioni si rivela invece sinonimo di non libertà, chiusura e negazione delle possibilità che la conoscenza delle regole del gioco e della conseguente preveggenza darebbero.

Questo è l'insegnamento del gioco degli scacchi e questa probabilmente la formula magica per una vita “utile” dove il conseguimento di una certa saggezza avviene attraverso la conoscenza delle possibilità.

Ma è necessario sapere che tutte le possibilità sono contenute in maniera sintetica nello Spirito universale e divino.

Nella qualità geometrica della scacchiera, «sigillo» dell'unità essenziale delle possibilità cosmiche è racchiuso lo spirito che è l’anima della sapienza e in cui può identificarsi diventando Verità: nella Verità l'uomo è libero, fuori di essa è schiavo del destino. Perché “La vera sapienza è l'identificazione più o meno perfetta con lo Spirito” (Purusha)

Conoscere le regole del buon governo significa non solo applicarle esteriormente nella gestione del proprio lavoro, ma farne uso nel mondo interiore, in conformità con le leggi che vengono fatte proprio attraverso l’interazione del proprio bagaglio cromosomico con le esperienze, in un quotidiano carico di stimoli e un vissuto reale, non virtuale.

Anche se guerriero per nulla dedito alla contemplazione io credo che le capacità intellettuali di un uomo debbano basarsi suun supporto speculativo non indifferente e che la miscellanea di azione e non reazione, di introspezione e visione panoramica siano state un riferimento per quanti hanno  e vogliono continuare a militare “fuori dal coro”.

Significa iniziare un viaggio alle radici della nostra storia attraverso uno sguardo lucido e acuto nonostante le lenti che deformano la realtà di una gran parte di noi.

Significa miscelare gli insegnamenti che abbiamo appreso leggendo i classici da Dante al povero Cecco d’Ascoli (eretico bruciato davvero per le sue idee non proprio così vicine al papato), non tralasciando Tocqueville, a Borges, Gibran, Burckardt e a tutti quelli che in ognuno di noi hanno lasciato il segno perché noi abbiamo recepito le loro parole come Verità.

Significa osservare come gli stessi autori, le stesse letture, gli stessi concetti siano stati per noi tutti una traccia di percorso.

Significa ascoltare la voce poco incline al belato di chiunque non si sia mai preoccupato di compiacere personaggi in funzione del loro censo.

Significa partecipare a un coro fatto di individui dalle corde vocali ancora libere, pronte a emettere suoni di assenso o di dissenso in relazione agli stimoli che ogni cervello produce sulla singola persona: in ogni occasione la libertà della libertà ha fatto sì che in questi anni le battaglie vinte o perse si siano succedute l’una all’altra secondo un preciso disegno e che quindi ci siano buone probabilità che nei prossimi anni i nostri giovani possano continuare a tenere alto il proprio sguardo giocando la propria partita a scacchi con una Regina scaltrissima che possa protegger quel Re così prestigioso, ma così “limitato” nelle sue mosse….

E se vogliamo vedere in questa simbologia,  a me tanto cara, il rapporto fra uomo e donna…  anche il re senza regina, come l’individuo senza anima non va da nessuna parte!    


Stare bene è uno degli obiettivi primari della vita dell'uomo: la salute del corpo, della mente e dell'anima son elementi importantissimi per una vita di qualità e sono strettamente legati fra loro.

Ogni uomo è dotato di bioenergia, una forza contemporaneamente vitale, fisica e mentale. Stress, paura, condizionamenti e molte altre situazioni fastidiose bloccano questa energia vitale che invece dovrebbe sempre manifestarsi. Con questi metodi alternativi si possono aiutare le persone a liberarsi dai condizionamenti di cui sono prigionieri per ritrovare naturalezza e senso di pace.

 Un esempio di questo aiuto può arrivare dalla cromoterapia, una terapia fisica in grado di interagire, attraverso i colori e la luce, con alcune funzioni del nostro organismo per combattere determinati disturbi. Con l'aiuto della danza, della ginnastica, dell'ascolto della musica si favorisce anche l'espressione delle emozioni represse che spesso sono all'origine di dolori scheletrici e muscolari.

In questo spazio potrete trovare notizie interessanti riguardanti il benessere in relazione a metodi non sempre presi in considerazione, come ad esermpio l'uso del suono o del colore appunto per ristabilire un equilibrio o del reiki e della ginnastica per aiutare sia il corpo che l'anima.


Il crescente interesse sollevato sempre di più dalla medicina alternativa ha spiegazioni molto varie, ma una in particolare è alla base del fenomeno: il diverso atteggiamento del “malato” nei confronti di se stesso e della fiducia nelle proprie capacità di autoguarigione. Questo non significa che ogni individuo sia in grado di far sparire “magicamente” i sintomi di un processo patologico semplicemente con la volontà di essere in buona salute, ma che la enorme possibilità di informazione rende la persona in difficoltà in grado di scegliere la strada da intraprendere per riportare il proprio equilibrio psicofisico. Siamo - o dovremmo essere - liberi di trovare la terapia che meglio si adatta alle nostre esigenze, dal momento che nessuno meglio di noi può conoscere se stesso. Non più l’abbandono totale nelle mani di chi decide per noi un farmaco piuttosto dell’altro, ma consapevolezza e serietà nell’affrontare il momento di disagio che siamo costretti ad affrontare.

Solitamente chi si rivolge alla medicina alternativa vuole cambiare, vuole davvero non ripercorrere il sentiero che l’ha portata ad ammalarsi una volta sparito il sintomo e incontra terapeuti in sintonia, persone che hanno sperimentato su di sé la validità di tale approccio e che, essendo stati dalla parte del malato, conoscono molto bene le caratteristiche la “vis sanatrix naturae” cioè il potere di autoguarigione dell’organismo umano.

Le tecniche principali sono numerose: noi ci siamo rivolti ad un terapeuta la cui capacità di far affrontare al paziente le problematiche più profonde, proiettate nel corpo come malattia, è stata sperimentata personalmente.

Abbiamo chiesto a Giorgio Mambretti, agopuntore e osteopata, seguace del dottor Ryke G. Hamer in che cosa consiste la Nuova Medicina - una vera e propria rivoluzione in campo medico - che dal settembre 1998 ha ricevuto ufficialmente dall’università di Trnava in Slovacchia l’avvenuta verifica (http:www.pilhar.com).

“È importante chiarire subito che non si tratta del delirio di un pazzo visionario, ma di studi molto approfonditi con cartelle cliniche e protocolli specialistici di tutta rilevanza. Non tutto è perfetto in questa teoria, ma ad Hamer bisogna riconoscere il merito di aver individuato delle costanti nella alterazione cellulare del nostro corpo”

Dove risiede il nucleo della ricerca?

“Il nostro cervello è perfetto e di conseguenza dà risposte risolutive a traumi esterni, in un’ottica di sopravvivenza della specie. Nel momento stesso in cui l’individuo ha risolto il problema il cervello inverte l’ordine e subentra la fase di riparazione. Semplicemente basta approfondire le leggi che regolano il funzionamento dell’essere umano”

Esistono riscontri scientifici a tali affermazioni?

“Ad Hamer si deve l’intuizione delle leggi che regolano il cancro, ma ha voluto forzare l’interpretazioni di leggi della fisica, dell’embriologia e di altre conoscenze scientifiche. Noi tutti ricercatori in questo ambito stiamo lavorando da anni per rendere la Nuova Medicina inconfutabile da tutti i punti di vista”

Ha parlato di “leggi”: quali sono?

“Sono cinque e sono ben collegate. La prima è Il trauma è il detonatore : il conflitto emotivo che esplode quando siamo impreparati, in solitudine e al quale crediamo di non poter far fronte ha una intensità, una “colorazione” che determina la parte del cervello, l’organo fisico e la gravità della malattia. La seconda legge è Niente esiste senza il suo contrario. Cioè, durante la fase di conflitto attivo la mente, il cervello e il corpo reagiscono per poter sopravvivere (simpaticotonia), ma nel subentrare della fase di riparazione (vagotonia) l’individuo - superato il conflitto - trova una soluzione alla precedente modificazione cellulare. La terza legge Al di là della complessità tutto è semplice si rifà alla storia dello sviluppo delle speci nel corso dell’evoluzione. Mangiare, respirare, eliminare e riprodursi  presiedono alla nostra sopavvivenza regolando la nostra vita. Dove “manca” qualcosa per il perfetto funzionamento il cervello dà ordine di ripristino alla cellula più nascosta fino all’essere completo. Dal micro al macrocosmo. Quarta legge Il sistema ontogenetico dei microbi, “Operai specializzati agli ordini del cervello” chiarisce la rilevanza - durante la fase di vagotonia - dei microbi nella funzione di veri e propri riparatori dei danni causati dal trauma. E infine La legge della Quintessenza, che vede tutti i comportamenti dell’uomo determinati da programmi speciali inscritti nel cervello umano fin dalla notte dei tempi. E sull’argomento ci sarebbe da schiarire le idee a tutti gli arroganti che credono nel libero arbitrio”

Molta strada è ancora da percorrere perché infinite sono le possibilità di conscenza quando ci si avventura all’interno di se stessi: la nostra gratitudine va certamente a coloro che non si fermano alle superficiali informazioni derivate dalle visioni altrui, ma che sperimentano e ricercano condividendo il loro sapere con quanti sono in grado di avvicinarsi e credere nel infinito potere di guarigione che esiste dentro ognuno di noi.